4.3.1. La coltivazione commerciale oggi
4.3.2. Coltivato esclusivamente secondo il metodo dell’agricoltura biologica
4.3.3. La storia dei campi sperimentali

4.3.1. La coltivazione commerciale oggi


Carta geografica degli Stati Uniti e del Canada


Area di coltivazione


Il Kamut® è coltivato nell’area nord-orientale e centrale del Montana, nell’area nord occidentale del Nord-Dakota, negli Stati Uniti; negli stati d’Alberta e del Saskatchewan, in Canada. Questo cereale è un grano a semina primaverile con una cariosside molto sviluppata. Non ha subito alcun genere di manipolazione secondo le moderne tecniche d’ibridazione e coltivazione, che usualmente sacrifica sapore e fattori nutrizionali in favore di raccolti copiosi. Il grano Kamut® si coltiva al meglio in suoli non troppo ricchi in nutrienti. Il grano Kamut® preferisce suoli secchi (ma non siccitosi), l’entità del raccolto che si ottiene è minore se comparata alle varietà moderne di grano comune ad alto rendimento.
Il grano Kamut® è coltivato solo con contratto. Qualità, stime colturali e domanda di mercato sono seguite minuziosamente, per garantire un buon prezzo all’agricoltore e un buon prodotto al consumatore.

STATI UNITI: il Kamut® è coltivato nella parte occidentale della fascia cerealicola Americana, dove tradizionalmente si coltiva grano duro. L’umidità e le muffe muovono dal Texas verso nord, ma arrivano troppo tardi per danneggiare le colture.

Montana Flour & Grains” è un mulino situato in Fort Benton – Montana, che lavora esclusivamente prodotti provenienti da agricoltura biologica. Coordina le diverse coltivazioni di Kamut® dislocate, presso gli agricoltori biologici sotto contratto, nel Montana settentrionale e North- Dakota. La raccolta è centralizzata presso il mulino e da qui consegnata sul mercato americano.

Canada: - Saskatchewan Occidentale – nella parte occidentale della fascia cerealicola attuale. Tutti i raccolti sono trasportati ad un mulino che lavora esclusivamente prodotti biologici a Radville. I container di cereale sono trasportati con camion Regina e da qui, via treno, a Montreal. Alla fine i container giungono, via nave, sui mercati Europei attraverso il porto d’Anversa, Belgio.
- Alberta – ad oriente delle Montagne Rocciose. I raccolti sono conferiti all’impianto di pulitura di Calgary e commercializzati in Canada.

4.3.2. Coltivato esclusivamente seguendo il metodo dell’agricoltura biologica

Forse, l’aspetto più indicativo dell’introduzione e coltivazione del Kamut® è la sua importanza come nuova coltura per l’agricoltura sostenibile. La sua capacità di produrre un cereale d’alta qualità, senza la necessità di utilizzare fertilizzanti artificiali e pesticidi, lo rende una coltura eccellente per l’agricoltura biologica.

Tecniche di coltivazione
- Rotazione delle colture: alternando colture miglioratrici (come erba medica, pisello), con differenti colture sfruttatrici (il grano Kamut®, grano saraceno) in ogni campo ogni anno, s’interrompono i cicli riproduttivi delle malattie, d’erbe infestanti e insetti dannosi.
- la concimazione verde (sovesci di leguminose) sostituisce i fertilizzanti chimici complessi - la rotazione e la diversificazione sostituiscono gli erbicidi e i pesticidi.


Bob Quinn: perché sono un agricoltore biologico.
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4.3.3. La storia dei campi sperimentali

Tentando di coltivare il grano Kamut® in diverse parti del mondo, così da essere più vicini ai nostri mercati, siamo rimasti delusi a per la scarsità dei raccolti e a causa della scarsa qualità del prodotto. La produzione odierna è limitata alle Grandi Pianure semi aride del Montana, di Alberta e del Saskatchewan.

4.3.3.1. EUROPA
4.3.3.2. MEDIO ORIENTE – Egitto
4.3.3.3. AMERICA MERIDIONALE – Argentina
4.3.3.4. AMERICA SETTENTRIONALE
4.3.3.5. AUSTRALIA
4.3.3.6. CONCLUSIONI
4.3.3.7. BLACK TIP DISEASE


4.3.3.1. La storia dei campi sperimentali in EUROPA

Here’s a full account of our attempts to cultivate Kamut® closer to European markets:
4.3.3.1.1. Un test casuale in Italia settentrionale:
4.3.3.1.2. Costruendo una teoria per la selezione dei siti da testare
4.3.3.1.3. Sicilia – ad un punto morto a causa delle politiche agricole della Comunità Europea
4.3.3.1.4. Ungheria Centrale– conigli con l’abilità di un assistente di laboratorio
4.3.3.1.5. Austria – la soluzione magica
4.3.3.1.6. Germania
4.3.3.1.7. Spagna
4.3.3.1.8. Ritorno in Italia – Umbria
4.3.3.1.9. Patologia della punta nera – uno studio da concludere

4.3.3.1.1. Un test casuale in Italia Settentrionale:
1994 Dopo avere preso contatto con un importante industriale produttore di pasta, i campi sperimentali furono collocati in area del delta del Po non lontano da Bologna. La coltivazione del Kamut® si rivelò economicamente insostenibile, a causa dei raccolti veramente scarsi. Altri test in Colatone, a sud di Pisa, dettero raccolti di qualità così bassa da essere inaccettabili. Dopo tutto, condurre e seguire dei test fallimentari costò molto tempo e denaro.

4.3.3.1.2. Costruendo una teoria per la selezione dei siti da testare
Nel 1995, Bob Quinn si mise a riflettere su come selezionare le aree più promettenti dove effettuare i successivi test. Egli mise a fuoco la seguente idea: analizzare la mappa di coltivazione dei cereali.
- la coltivazione dei cereali è concentrata tra due gradi di latitudine equidistanti, a nord e a sud dell’equatore.
- il grano tenero biscottiero e panificabile, il riso, il mais, sono concentrati al nord: Germania, Italia settentrionale (Milano, Torino)
- il grano duro è principalmente presente al sud, dove le produzioni di mais sono assolutamente fallimentari: Italia meridionale, Puglia
- l’Umbria, compresa tra i confini delle due aree, è una zona di transizione dove è molto coltivata la spelta
Bob scoprì che prolungando le linee che dividono le tipologie di colture in Italia, incontrava la maggior parte delle medesime colture su tutto il globo:
Medio Oriente, Egitto: a sud del prolungamento, solo grano duro e niente grano tenero
USA: grano tenero in Kansas

Le possibilità di coltivazione sono una cosa, i dazi e la logistica un’altra. Coerentemente alla sua prima deduzione, la Tunisia è un area potenzialmente valida (coltivazione di grano duro per couscous, bulgur), ma non il Marocco . Pure con dazi all’importazione sono alti, i costi di trasporto marittimo sono bassi (comparati ai trasporti da Canada e Stati Uniti). Ad ogni modo la qualità degli impianti di pulitura nord Africani non è conforme agli standard Europei. Il costo per effettuare la pulitura in Europa eccede dalle economie sui costi di trasporto.
Bob decide di limitare la sua selezione all’Europa. La Sicilia e la Puglia dovrebbero essere le aree più favorevoli in Europa.

4.3.3.1.3. Sicilia – ad un punto morto a causa delle politiche agricole della Comunità Europea
Nel 1995 Bob legge un libro su “la vita di un Americana in Sardegna”, scritto da una signora Americana, sposata con uno scienziato in agraria Italiano. Diversi incontri con questo professore portano solo a discussioni teoriche, non è effettuato nessun test pratico.
Nel 1996 Bob decide di cooperare con Ecocert (agenzia di certificazione dei prodotti biologici) diretta, in Sicilia, da Angelo Maugeri.
a) 2 campi sperimentali sono selezionati vicino a Catania, nell’azienda agricola della signora Borghese (l’attività principale è la produzione di limoni)
b) 3 campi sperimentali vicino a Palermo.Del primo campo non fu consegnato alcun campione, i campioni del secondo campo andarono perduti , nel terzo campo si raccolse un prodotto con un contenuto in proteine veramente basso.

L’inferiore livello di proteine contenute nel prodotto può essere generalizzato a tutte le colture di grano della Sicilia. L’altro problema sono i sussidi della CE per il grano duro. L’Associazione del Kamut® era pronta a pagare un premio, per il grano Kamut®, pari al 30% in più del miglior prezzo pagato per il grano duro da agricoltura biologica. Ma il grano Kamut® non è ufficialmente riconosciuto come grano, quindi non riceve alcun sussidio se coltivato. Gli agricoltori Siciliani, e tutti loro colleghi in Europa meridionale, stanno finanziariamente meglio se lasciano i propri terreni a maggese o incolti, piuttosto che coltivare grano Kamut® …

4.3.3.1.4. Ungheria Centrale – conigli con l’abilità di un assistente di laboratorio.
1996 La considerazione del microclima secco a sud di Budapest, portò allo sviluppo di un programma biennale di sperimentazione in Ungheria. L’”Istituto per l’Irrigazione e il Riso”, ed un agricoltore Ungherese - Berta Zoltan – collocato piuttosto a sud ovest , fecero del loro meglio, ma il cereale raccolto si presentava con una seria infezione di malattia della punta nera e con uno scarso contenuto in proteine.
Tuttavia, alcuni abitanti dell’Ungheria si appassionarono al grano Kamut® … Quando Bob e Mark visitarono i campi sperimentali presso l’Istituto per l’Irrigazione e il Riso, trovarono i campi seminati a Kamut® completamente spoglio, fra parcelle di altre colture prosperose.
Impararono che ciò dipendeva dall’opera dei conigli selvatici. Apparentemente, i conigli sono in grado di selezionare e mettere via prima il cibo più nutriente che riescono a trovare. Dopo aver finito con le parcelle di Kamut® , proseguono con la successiva coltura che ritengono e così via.
Dopo tutto, l’Ungheria Centrale non corrispose alle attese climatiche necessarie per il grano duro, essendo inoltre troppo umida.

4.3.3.1.5. Austria – la soluzione magica
Una quota compresa tra il 20 e il 30% dei campi sperimentali in Austria fu toccata dalla malattia della punta nera. Uno scienziato, che condusse il test presso un istituto di ricerca vicino a Vienna, propose di manipolare geneticamente l’antico grano Kamut® , in modo tale da proteggerlo. Questo è completamente contro la nostra visione in agricoltura, che è di:
1. proteggere le colture biologiche dalla contaminazione di OGM
2. offrire una scelta economica alle migliaia di agricoltori convenzionali in Montana, che continuano a perdere le loro aziende agricole perché non riescono a fare fronte al continuo incremento dei costi, mentre il mercato paga sempre meno i loro prodotti.

4.3.3.1.6. Germania
Tra il 1996 e il 2001, agricoltori privati condussero diverse prove. I risultati furono scarsi: qualità molto bassa, presenza di malattia della punta nera. Inoltre il ritorno di informazioni alla nostra organizzazione fu molto limitato.

4.3.3.1.7. Spagna

Il nostro contatto in Spagna, Jesus Pirla, fu veramente entusiasta sul proposito di condurre un programma di sperimentazione sul grano Kamut®.
1. Fu selezionata la regione di Huesca, Alcolea de Cinca. Sfortunatamente, la malattia della punta nera distrusse completamente la coltura. Ci fu poca cooperazione con noi.
2. Teruel, a sud di Saragozza. Il clima in quest’area è molto simile a quello del Montana. Entrambi i luoghi sono situati su di un altopiano. L’agricoltore, il signor Faustino, condusse un lavoro eccellente nel seguire quotidianamente i campi sperimentali, relazionandoci in modo completo.

Il primo anno fu molto secco, in sostanza senza precipitazioni, ma la coltura fu lo stesso colpita dalla malattia della punta nera. Il signor Faustino riportò di molta presenza di rugiada e foschia tutte le mattine. Questo ha fatto sì che i grani rimanessero umidi un paio di ore ogni giorno

4.3.3.1.8. Ritorno in Italia – Umbria
1999 La sperimentazione si rinnova in Umbria. Ad ogni modo permane la preoccupazione per il rischio di non ricevere alcun’informazione di ritorno da parte degli agricoltori.

4.3.3.2 La storia dei campi sperimentali in Medio Oriente – Egitto
Prima del 1950, il grano Kamut® era ancora coltivato in Egitto. Il clima non era cambiato molto dall’era dei Faraoni. Ad ogni modo, con la costruzione della diga di Assuan, l’irrigazione sostituì le inondazioni annuali causate dal Nilo, e il Kamut® scomparve. L’irrigazione moderna, con la continua umidificazione dei campi, rende le colture di Kamut® di scarsa qualità.
1997. Il Professor Hamdy, botanico all’Università, organizza semine sperimentali tra Il Cairo e Alessandria, molto vicine al Nilo. Il Professor Hamdy scoprì sponde con colture di antico grano Kamut® a monte della diga di Assuan . I campi sperimentali di Kamut® diedero grano Kamut® di una qualità ragionevole: la coltura era almeno priva di malattie, ma il contenuto in proteine era basso.
Il clima dell’Egitto corrispondeva alle esigenze climatiche del grano Kamut® , ma la logistica risultò fallimentare. Semina e raccolto si fecero a mano. Non era disponibile alcun impianto di pulitura per selezionare il grano Kamut® e rimuovere le impurità (pietre, erbe infestanti, altre granaglie). Non era inoltre messo a punto alcun programma di certificazione delle produzioni biologiche. La nostra organizzazione pagò in anticipo il piano completo delle prove sperimentali, ma non vedemmo mai nemmeno un chilogrammo di grano. Con una perdita finanziaria di 10.000 Euro/Dollari, fummo costretti a guardare in faccia la realtà.

4.3.3.3. La storia dei campi sperimentali in America meridionale – Argentina

1998 Bob Anderson (presidente dell’Associazione del Kamut® degli Stati Uniti) e l’Università dell’Arizona, misero a punto un progetto per le prove sperimentali di Kamut® in collaborazione con la compagnia di sviluppo Fudempa , molto sostenuta dalla Banca di Buenos Aires. La compagnia Fudempa investigò per l’introduzione di nuove colture in Argentina. Furono considerate le regioni della Patagonia e di Rio Negro. In uno schema di rotazione delle colture da 5 a 7 anni, 2 anni di cereali erano alternati con un periodo da 3 a 5 anni di erba medica e allevamento.

1998 Area Nord occidentale di Bahia Blanca: risultati delle prove insoddisfacenti.
Necessitavamo di nuove prove di semina da condursi più a sud. Bob Quinn e Mark volevano andare in Argentina per organizzarle, ma dalla compagnia Fudempa c’era solo silenzio radio. Attraverso lo spettacolare aiuto di Bob Anderson, che viaggiò un giorno intero , si riuscirono a gestire gli incontri con i rappresentanti di tre banche diverse e con un funzionario del governo. Bob e Mark Quinn non andarono direttamente a visionare i campi sperimentali , ma Bob Anderson ricevette le loro relazioni sulle prove già effettuate. Su questa base fu selezionato un partner per la futura collaborazione.

1999 – 2000 La logistica Cupertino con il nostro partner Argentino fu perfetta. Sfortunatamente, il grano Kamut® fu seriamente attaccato dalle malattie e il contenuto proteico risultò basso. Due container del migliore raccolto Argentino andarono veramente vicino ai criteri minimi di qualità previsti per il grano Kamut® e furono esportati in Europa.

I campioni del nuovo raccolto 2001 risultarono completamente al di fuori delle nostre specifiche di qualità:
proteine: 14%
contaminazione con grano comune: 2%
grani vitrei: 63%
grani danneggiati e spezzati: 9,7%
Grani con punta nera o toccati dalla malattia: 10%
grani forati: 4,6%

2002 L’economia Argentina è al collasso. I fondi trasferiti dal Belgio verso l’Argentina non arriveranno mai là… La Kamut Enterprises Europea decide di porre agli Argentini un veto sulla continuazione delle prove nel 2003.


4.3.3.4. La storia dei campi sperimentali in America Settentrionale

1997 Phoenix, Arizona: dopo un ciclo colturale con irrigazione, si raccoglie un grano Kamut® con un contenuto in proteine veramente basso. Nel 1998, senza semina o irrigazione, alcuni grani Kamut® “volontari” crebbero in mezzo a quello che oggi è un deserto.

El Centro, California (vicino al confine con il Messico): area desertica, progetto con irrigazione, risultati disastrosi.

4.3.3.5. La storia dei campi sperimentali in Australia

Basandosi sulla propria teoria della coincidenza fra gradi di latitudine e fascia di coltivazione dei cereali, Bob selezionò due aree, Nuovo Galles del Sud e Queensland. Il problema con questa regione sono le assolutamente imprevedibili condizioni metrologiche. C’è siccità un anno su due con conseguente perdita completa del raccolto, o raccolto veramente scarso. The quality however is excellent. Inoltre gli agricoltori biologici Australiani non hanno limiti di capacità; con una superficie media di 20.000 ettari !

1999 Nuovo Galles del Sud , 3 campi sperimentali:
1. Parkes Farm, a nord di Sydney.
2. Frank Old del Gruppo dei Cerealicoltori Biologici delle Pianure Inondate (Floodplain Organic Grain Group), 1 giorno di viaggio a ovest di Sydney: l’antica tecnica di coltivazione Egizia che prevede l’inondazione delle pianure è qui applicata una volta all’anno.
3. I fratelli Carter ancora più a ovest, vicino ai confini di Adelaide, i risultati sono soddisfacenti

2000 Queensland meridionale: Doug Von Pane, un agricoltore che già una volta importò una piccola quantità di grano Kamut® dagli Stati Uniti, lo semina già da una decina d’anni. Con le modeste quantità di grano Kamut® raccolte fornisce i panificatori locali, ma è principalmente interessato all’eccellente qualità della paglia per l’alimentazione del bestiame. Il cereale stoccato risulta completamente deteriorato dagli insetti.

Un cugino di Von Pane conduce anch’egli alcune prove, ma su un suolo completamente esausto. ottenendo uno 8% quale livelli di proteine contenute.

A Parkes Farm, Bob e Mark incontrano Jeff Browns, proprietario delle Buckwheat Enterprises. Jeff dispone di un impianto di pulitura, coltiva grano saraceno e vive fra gli agricoltori. E’ il partner ideale per seguire le colture di Kamut® in Australia. Il progetto è lanciato con l’obiettivo di produrre100 Tonnellate ogni anno, per il mercato Australiano. Lo sviluppo del prodotto locale è in crescita e chissà se l’Australia sarà la porta per entrare nel mercato Giapponese!

4.3.3.6. Prove sperimentali con il Grano Khorasan in Europa e Montana
Gérald Carthaud, uno studente francese in agricoltura biologica, presentò il proprio studio “Prove sperimentali con il Grano Khorasan in Europa e Montana ” nell’ Ottobre 2002.
Egli mise a confronto i risultati di quattro 4 prove sperimentali (Auvergne-Francia, Toscana e Sicilia-Italia, Big Sandy-Montana) tra il 2001e il 2002.
La prova in Sicilia fallì a causa di un eccezionale periodo di siccità. Delle alter tre rimaste, solo in Montana si produsse un cereale conforme agli standard qualitative e con una quantità di raccolto eguale al grano duro.
In Francia e Italia, i raccolti di grano Khorasan ottenuti furono del 50% inferiori a quelli del grano comune moderno. Nonostante un premio sul prezzo di vendita del grano Kamut , all’agricoltore non poteva essere garantito alcun profitto..
Il grano Kamut non raccoglie buoni risultati in agricoltura intensiva, la densità delle piante deve essere limitata. Le due prove svolte in Europa dimostrarono inoltre la gran sensibilità del grano Khorasan agli eccessi di umidità e freddo, entrambi provocano una perdita di piante.
La qualità globale dei cereali ottenuti in Francia e Italia non rientrò negli standard di qualità. La percentuale di chicchi affetti da malattia della punta nera fu troppo elevata. Il suolo non apparve abbastanza ricco in selenio, tale da garantire nel grano il livello richiesto. D’altra parte, il contenuto in proteine risultò completamente soddisfacente.


4.3.3.7. Conclusioni per l’Europa: la Sicilia è la nostra certezza migliore

Il grano a marchio Kamut non è stato selezionato per adattarsi ad un’ampia estensione di condizioni ambientali. Le zone di coltivazione in grado di fornire questo grano di alta qualità, rimanendo competitivi rispetto al grano moderno, sono limitate alle aree nelle quali si produce grano duro di alta qualità con raccolti di entità limitata, dove l’incidenza delle patologie è bassa poiché le condizioni per le infezioni non sono favorevoli..

La Sicilia, il produttore numero uno di grano duro in Italia, e forse la regione della Puglia, potrebbero essere le aree più strettamente vicine a queste condizioni di coltivazione. Particolare attenzione dovrà essere posta alla gestione della fertilità del suolo, prima di tentare future prove sperimentali.


4.3.3.7. “Punta nera” – uno studio da concludere
Gérald Cartheau ha inoltre studiato l’impatto della patologia della punta nera sul grano Kamut®, con i suoi potenziali rimedi. Gérald, d’ora in avanti, concentrerà e coordinerà tutte le informazioni disponibili sulle prove sperimentali di semina del Kamut®. Noi speriamo sempre di trovare la via per coltivare questo straordinario cereale vicino al mercato Europeo.